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Educazione strutturata permanente: la variante Cascina Rossago

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A partire dalle considerazioni di metodo e ancor prima nella filosofia di lavoro di Cascina Rossago sono ben presenti i rischi che un eccesso di strutturazione e l’uso meccanico di apprendimenti educativi serializzati possono comportare in termini di meccanizzazione, di potenziamento adattativo dell'ossessività autistica, di perdità di spontaneità e di visione finalizzata "naturale" (già fragili), di alimentazione di sentimenti di passività e di inefficienza del sè. L'educazione strutturata permanente, dunque, viene costantemente “temperata” con una considerazione e una cura costante delle soggettività e con il ruolo centrale riconosciuto alla motivazione e all’affettività nel sostenere intenzionalità fragili e disfunzionanti. Analoga attenzione è riservata alla cura del contenitore affettivo collettivo. L'analisi dei comportamenti problema, svolta quotidianamente nel lavoro dello staff, si estende a una riflessione costante sul contesto, sugli stili d'intervento, sulle motivazioni, sulla relazione che gli operatori instaurano, sulla dimensione affettiva, sulle dinamiche complessive del contesto. Può darsi che le persone autistiche abbiano difficoltà di “teoria della mente” tra di loro e nei confronti delle persone non autistiche (anche se una osservazione naturalistica consente di mettere in luce spesso, nelle persone con autismo, straordinari ed intensissimi movimenti affettivi, di sintonizzazione sugli stati mentali altrui, competenze realazionali inaspettate). In ogni caso questa difficoltà non esime le persone non autistiche dal tentativo di avere almeno loro una teoria della mente delle persone autistiche di cui si occupano.L’intervento educativo e abilitativo, così come è impostato a Cascina Rossago, dunque, non solo considera i nuclei di atipia evolutiva basali dell’autismo, ne tiene conto nell’organizzare contesti, attività, interventi; ma ha al suo centro proprio un progetto abilitativo “forte”, che non è mai puramente “compensatorio”, che non abbandona mai il tentativo di lavorare su quegli aspetti nucleari, che non rinuncia al tentativo di ritrovare le tracce, magari parziali, magari tenui, di antiche potenzialità inceppate, di percorsi ostruiti dalle atipie evolutive. Al suo centro rimane il lavoro sull’intersoggettività, il lavoro sulla condivisione degli affetti, sullo sviluppo di capacità imitative, sul chaining intenzionale da potenziare all’interno di una costante  pragmaticità condivisa”, che faccia leva sui nuclei magari rudimentali e atipicamente evoluti (ma qualche traccia è sempre presente) di intersoggettività e di capacità imitativa. E’ a partire da questo “centro” (che in definitiva è la “persona”), ma mai in sostituzione di esso,  che tutti gli interventi comportamentali e le relative tecniche trovano poi ampio spazio e larga utilizzazione. L'intervento educativo nel suo complesso, in sostanza, non si riduce mai in nessuno dei suoi vari momenti (progettazione delle attività e degli interventi, monitoraggio, valutazione, ecc.) al bilancio meccanico delle abilità (presenti, assenti o emergenti) e alle tecniche comportametali per influire su di esse (comunque ampiamente utilizzate, in una prospettiva comunque relazionale), ma si confronta in continuazionione con la centralità della dimensione personologica, oltre che con le caratteristiche nucleari dell'autismo.


Il principio del "fare inseme"

 La particolare “educazione strutturata permanente” del modello di Cascina Rossago si organizza attorno al  principio del "fare insieme": l'intervento educativo non somministra compiti e non adatta solo dall'esterno; si fonda sull'interazione, sull'imitazione e la reciprocità: è in sostanza costante tentativo di recupero di significatività comune. La nostra convinzione è che questa impostazione non corrisponda solo ad una istanza etica, ma sia anche una necessità tecnica. Gli operatori di Cascina Rossago "fanno" insieme alle persone autistiche, partecipano alle loro attività e alla loro esperienza, volgono una funzione di facilitatori nel tentativo di ristabilire coerenza intenzionale e significatività. Il particolare contesto della fattoria si presta molto bene a svolgere queste funzioni, ricco com'è di stimoli significativi ma contemporaneamente semplice, prevedibile, adatto a persone con livelli diversi di funzionamento e di abilità.