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Jun 23rd
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ORCHESTRA INVISIBILE

Autori: Ellade Bandini, Pierluigi Politi, Carlo Sini - Fotografie: Enrico Pozzato

Jaca Book, 2015 - 25,00 Euro - Acquista qui


Un libro fotografico per narrare la straordinaria esperienza dell'Orchestra Invisibile di Cascina Rossago, la big band jazz formata da persone autistiche e non che da oltre 10 anni suona a Cascina, tutti i venerdì.

"Da subito, i primi musicisti si sono resi conto della natura paradossale del loro compito: stare insieme, in un gruppo, divertendosi (non appena possibile) con persone che, per definizione, non potrebbero stare in un gruppo e tanto meno andare a tempo con altri. Contro ogni previsione, oggi l'Orchestra Invisibile è un grande gruppo jazz, a struttura variabile, composto da circa 25 musicisti, più di metà dei quali sono persone con autismo che vivono a Cascina", scrive Pierluigi Politi, direttore del Laboratorio Autismo dell'Università di Pavia e fondatore dell'Orchestra, oltre che musicista. L'aggettivo "invisibile" sottolinea quella che sembrava essere una caratteristica insormontabile del gruppo, ossia il non poter sopportare la presenza di un pubblico, neppure di persone conosciute. Ma come mostra anche il libro, l'autismo non è una "fortezza vuota" bensì una "debolezza piena": l'Orchestra, grazie al lavoro di cura e sintonizzazione, oggi riesce a suonare anche in festival e di fronte a un vasto pubblico. Il viaggio intenso nell'esperienza di Orchestra ha al centro gli scatti di Enrico Pozzato, medico e membro dell'Orchestra, che ha saputo cogliere dall'interno, nei gesti, nei volti e nei movimenti, le emozioni del fare musica insieme. Il famoso batterista Ellade Bandini, che talvolta si unisce all'Orchestra, esprime così la meraviglia per questa esperienza inedita: "Abbiamo suonato standard americani e ci siamo divertiti 'tutti', anche se il risultato non era perfetto, ma le volte che si imbroccava era un vero miracolo musicale."

Il filosofo Carlo Sini, nel breve e denso testo finale, ci dice: "Esperimenti di vita come quelli di Cascina Rossago di fatto riconducono i suoi partecipanti all'evidente percezione delle radici dell'umano convivere, immettendo le azioni nella sensatezza collettiva di mezzi e di fini che la complessità della vita sociale moderna ha di fatto oscurato, quando non dimenticato del tutto."